La Preghiera di ABC


A come AMORE - E' lo spirito in cui viviamo insieme le giornate che con gioia trascorriamo, B come BONTA' - E' il sentimento che coltiviamo, ci unisce, ci dà forza e ci aiuta ad andare lontano, C come CONDIVISIONE - E' il valore in cui crediamo per affrontare ogni momento tenendoci per mano. Ti ringraziamo, o Signore, per aver incoraggiato e illuminato i nostri Genitori nella difficile avventura di gestione dell'asilo. ... I BIMBI DI ABC ... continua ...

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Ex Allieve

Un quotidiano gioioso vociare di bambini, dai due ai cinque anni, rallegra il Rione Betlemme quando, ogni mattina, da Lunedì a Sabato, il portone della Scuola Materna Paritaria “Augusto Bertazzoni” si apre per accogliere o riconsegnare alle rispettive famiglie i loro piccoli, affidati alla cura e alla educazione di insegnanti attente e preparate.

Al loro vociare, si unisce il cicaleccio dei nonni e dei genitori che li accompagnano in un andirvieni che anima l’atrio e la rotonda della scuola, rallegrati e abbelliti dai manufatti dei bambini, sempre controllati a vista dalle collaboratrici della portineria che sorridenti salutano.
In qualità di nonna, accompagno, di tanto in tanto, a codesta scuola il mio adorato nipotino; tengo stretta la sua manina perché non mi sfugga. Lascio la presa solo quando, varcato l’ingresso, arrivo davanti alla sua aula e lo consegno all’abbraccio rassicurante della maestra che lo accoglie con affetto. All’uscita, lo stesso rassicurante abbraccio, mi restituisce il gioioso nipotino. Così accade per tutti i bambini.

“Come è andata oggi? Hai mangiato tutto?” dico, ma i bambini hanno ancora voglia di giocare e di rimanere lì, e questo significa che si trovano in un ambiente tranquillo e rassicurante. Riprovo, “Dai andiamo che si fa tardi”, “e va bene…però oggi ho giocato tanto e mi sono divertito” tagliano corto quasi tutti, ignari della nostra lecita curiosità di sapere tutto: noi nonni, ma vedo anche i genitori, facciamo fatica a contenere la loro esuberanza! Mi dicono che è un rituale che si ripete tutti i giorni.

Dopo un po’, i bambini sono desiderosi di guadagnare l’uscita. Poi tutti tornano alle loro case nella certezza di ritrovare all’indomani gli stessi amici, i compagni, le insegnanti, i tanti coloratissimi giochi e il variegato materiale didattico di cui è dotata la scuola, gli spazi luminosi e ben arredati che profumano di pulito, il cortile esterno, la sala mensa, dove i “grandi” dell’ultimo anno aiutano i “piccolini” a pranzare. C’è anche l’aula di informatica, al passo con i tempi, dove sui tanti computer, ben sistemati sui tavolini, mi immagino i bambini a digitare letterine e a improvvisare disegni a tutto colore.

Credo comunque che l’appuntamento più atteso sia quello dell’accoglienza e del gioco. In piena libertà e autonomia, i bambini grandi e piccoli, sotto l’occhio vigile delle maestre, inventano e organizzano giochi interagendo tra di loro. Mi piace pensare che questa modalità li indirizzi all’acquisizione della capacità di darsi, nel futuro percorso scolastico, un metodo di studio personale, gioioso, soddisfacente, utile, autonomo. “Iucunde docet” direbbero i latini!

La gioia che riscontro nei bambini, la serena pacatezza e professionalità di tutte le figure coinvolte nel progetto educativo-religioso della scuola, mi confermano la bontà della scelta fatta a suo tempo dalla nostra famiglia.

So che in questa stessa scuola prima c’erano le suore salesiane di Don Bosco. Mi chiedo se gli altri nonni e genitori sono a conoscenza della storia e della tradizione didattico-pedagogica di questa scuola; mi piacerebbe saperne di più, con l’ausilio del Presidente, della testimonianza delle insegnanti e di qualche suora Direttrice del passato.
Quello che trovo in codesta scuola è così bello e rassicurante che vorrei condividere la gioia con altri; vorrei parlare della quotidiana attenzione alla persona; del far sentire i bambini un’unica grande famiglia; vorrei condividere il valore antropologico-educativo delle varie attività didattiche che vedo attuate in modo speciale e gioioso.

Penso agli originali lavoretti consegnati in occasione delle tante festività; penso al laboratorio di psicomotricità, di inglese, di informatica; penso al laboratorio legato al progetto sull’alimentazione; penso alle attività non fine a se stesse, ma espressione concreta e pratica di un progetto di formazione umana, culturale, religiosa che affonda le sue radici nella tradizione scolastica delle suore salesiane.
Come nonna cristiana-cattolica, credo di poter affermare che il programma della Scuola per l’Infanzia Paritaria “Bertazzoni” sia ben legato alla pastorale cittadina della famiglia e alla catechesi per l’iniziazione cristiana. Ho capito, inoltre, che codesta scuola, impegnata a trasmettere valori fondamentali, lavora in stretto collegamento con il circuito della FISM Basilicata, che raccoglie e unisce le Scuole Materne Paritarie della nostra amata regione.
Una nonna

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